Progetto DoMani

Il Progetto DoMani unisce due servizi: le Accoglienze Leggere e il Servizio Affidi.

Il primo prevede la costruzione di una rete di famiglie che possano aiutare minori e famiglie in difficoltà.

Il secondo prevede l’inizio di un percorso che possa condurre una famiglia a diventare una famiglia affidataria.

L’equipe di lavoro

Siamo un’equipe composta da un assistente sociale, uno psicologo e un gruppo di educatori professionali. Lavoriamo in quello che viene chiamato Ambito di Dalmine, un territorio di 17 comuni che si sviluppa attorno al Comune di Dalmine.

Nel caso delle Accoglienze Leggere ci relazioniamo con la scuola, i comuni, gli oratori, le associazioni, nei luoghi sensibili del territorio, dove possiamo, da una parte individuare un bisogno, dall’altra cercare una risposta, che, a volte, è più vicina di quanto possiamo immaginare.

Nel caso degli Affidi, ci relazioniamo con le istituzioni, assistiamo le famiglie che vorrebbero diventare affidatarie a essere consapevoli di ciò che rappresenta. Ci occupiamo di capire quale bambino possa andare bene per un certo contesto, di aiutare lui, la sua famiglia e quella affidataria con la stessa cura e dedizione. Seguiamo, sosteniamo, tranquillizziamo, consigliamo tutti gli attori dell’affido.

Affido: una famiglia più grande

I bambini: tutti i nomi

Luca, Lara, Silvia – il primo ha un anno, la seconda sei, la terza dieci. Hanno bisogno di abbracci, gioco, sorrisi, carezze, sguardi, regole, di qualcuno che li aiuti a crescere più sicuri e che li sostenga quando ci sono i compiti da fare, quando si sentono tristi e soli. Ne hanno bisogno perché le loro famiglie, per varie ragioni, non riescono a offriglierli. La vita, a volte, non è facile.

L’affido famigliare: non una questione di numeri

Potresti essere tu a prenderti cura di Luca, Lara, Silvia grazie all’affido famigliare. Tu single, tu coppia, tu famiglia – non importa l’età, non importa se con figli o meno, se sei sposato o meno.

Le parole per dire affido

Affido significa prendersi cura di un bambino o di una bambina, ogni giorno, a casa vostra, per un periodo più o meno lungo, finchè non potrà tornare a casa. Significa cucinare, accompagnare a scuola, vestire, consolare, sgridare. Insomma significa vivere insieme, stare insieme, allargare il nucleo famigliare, renderlo più flessibile. L’affido è un incontro, un’esperienza che fa crescere, che allarga le prospettive su di sé e sul senso di famiglia. L’affido costa impegno, tocca in modo profondo la tua esistenza e quella dei tuoi figli.

Vedo doppio: il percorso dell’affido

L’affido significa collaborazione e relazione continue con la famiglia del bambino. Significa condividere con la famiglia, in modi e tempi diversi, la crescita, l’educazione e lo sviluppo affettivo del bambino. L’affido significa essere genitori con e non essere genitori di. L’affido significa essere accompagnati da un’equipe che sostiene, guida, verifica e mette in relazione le due famiglie. L’affido non è un’adozione. L’affido prevede che il bambino torni alla sua famiglia.

Noi: tessitori di fili

Siamo un’equipe composta da un assistente sociale, una psicologa e un gruppo di educatori professionali. Lavoriamo in quello che viene chiamato Ambito di Dalmine, un territorio di 17 comuni che si sviluppa attorno al Comune di Dalmine.   Ci occupiamo di relazionarci con le istituzioni, di assistere le famiglie che vorrebbero diventare affidatarie a essere consapevoli di ciò che rappresenta. Ci occupiamo di capire quale bambino possa andare bene per un certo contesto, di aiutare lui, la sua famiglia e quella affidataria con la stessa cura e dedizione.

Diamoci una mano 

Se vuoi saperne di più, se vuoi iniziare il percorso per diventare famiglia affidataria, se non sei tu quello che può farlo, ma conosci qualcuno che potrebbe o vorrebbe, aiutaci a diffondere queste informazioni, aiutaci a dare una prospettiva ai bambini e alla famiglie che ne hanno bisogno, aiutaci a far crescere il numero di famiglie affidatarie.

Accoglienze leggere

I gesti di ogni giorno

Capita a tutti di andare a prendere i figli a scuola, di fare merenda con loro, di seguirli nei compiti, di portarli al parco, in palestra, al campo di calcio.

Capita a tutti ma…

Paolo, Andreas, Ester hanno l’età dei nostri figli, ma i loro genitori lavorano e non possono occuparsene. Questi bambini passano i pomeriggi da soli, al parco, o chissà dove.

Una rete di famiglie

Il progetto “Accoglienza leggera” prevede la costruzione di una rete di famiglie che si mettano a disposizione per:
Invitare, una o due volte a settimana, Pablo, Andreas o Ester a fare una merenda con noi.
Seguirli mentre fanno i compiti insieme ai nostri figli
Farli giocare fino a quando i loro genitori tornano dal lavoro
Accompagnarli al parco o all’allenamento

Tu: una risorsa preziosa

Potresti essere tu a prenderti cura di Pablo, Andreas, Ester. Tu che hai tempo da dedicare, anche poco, che hai disponibilità, magari soltanto un pomeriggio a settimana. Non importa quanti anni hai, non importa se hai figli, se sei sposato – potresti divenire il nodo di una rete di relazioni vicine, sane, benefiche.

Vedi alla voce accogliere

Il progetto prevede che tu faccia quello che fai si solito con tuo figlio o con tuo nipote, insieme all’altro bimbo o bimba. Il progetto nasce per dare una mano alle famiglie in difficoltà, che non riescono a seguire tutto, ma, allo stesso tempo, per immergere te in altre realtà, per sollecitare i tuoi figli e nipoti allo scambio, per sviluppare il dialogo tra famiglie e culture diverse. Per il tuo impegno il progetto prevede piccoli gesti di riconoscimento: la preparazione di torte e, in alcuni casi, se dovessi avere bisogno tu di aiuto, la restituzione di un favore, anche minuscolo.

Chi siamo: tessitori di fili

Siamo un’equipe composta da un assistente sociale, uno psicologo e un gruppo di educatori professionali. Lavoriamo in quello che viene chiamato Ambito di Dalmine, un territorio di 17 comuni che si sviluppa attorno al Comune di Dalmine.   Ci relazioniamo con la scuola, i Comuni, gli oratori, le associazioni, nei luoghi sensibili del territorio, dove possiamo, da una parte individuare un bisogno, dall’altra cercare una risposta, che, a volte, è più vicina di quanto possiamo immaginare. Ci piace dare il LA alle relazioni, ci piace, di tanto in tanto, prendere un caffè con chi si rende disponibile all’accoglienza e capire se ci sono difficoltà, se tutto fila liscio.

Il passaparola e non solo

Se vuoi saperne di più, se vuoi renderti disponibile per entrare in questa rete, se non sei tu quello che può farlo, ma conosci qualcuno che potrebbe o vorrebbe, aiutaci a diffondere queste informazioni, aiutaci a offrire una soluzione, anche minima, ai bambini e alla famiglie che ne hanno bisogno.

Contatti

Se vuoi saperne di più, se vuoi renderti disponibile per entrare in questa rete, se non sei tu quello che può farlo, ma conosci qualcuno che potrebbe o vorrebbe, aiutaci a diffondere queste informazioni, aiutaci a offrire una soluzione, anche minima, ai bambini e alla famiglie che ne hanno bisogno.

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